| Tante sono le ragioni per cui un atleta può arrivare alla decisione di doparsi.
Lo sport professionistico, certo, è diventato un grande business con compensi stratosferici, in cui il miraggio dei lauti guadagni e le forti pressioni di sponsor ed allenatori possono condurre all'uso di sostanze illecite così da aumentare la prestazione al massimo.
Anche nello sport amatoriale, in una società che punta in modo esasperato all'efficienza ed al successo ad ogni costo, il prevalere sugli altri è diventato un obbligo, lo scopo non è più il semplice divertimento o la sana attività motoria, ma è la propria affermazione, in quanto, adesso, per molti, l'identità coincide con quello che si esprime nello sport.
La fragilità psicologica, la mancanza di fiducia in se stessi, la convinzione che i propri avversari possano farne uso sono situazioni che possono spingere l'atleta nella direzione sbagliata.
Spesso gli atleti vengono lasciati a se stessi... E inoltre non ci sono leggi internazionali valide per tutti allo stesso modo. Ogni Federazione Sportiva stabilisce il proprio regolamento con l'elenco delle pratiche proibite... e questo rischia di rivelarsipenalizzante a priori per quei paesi che adottino leggi più severe e restrittive.
Generalmente, vengono vietate quelle sostanze il cui uso ha lo scopo di:
- ridurre la percezione della fatica;
- migliorare la prontezza dei riflessi;
- aumentare la forza;
- accrescere la resistenza muscolare;
- ridurre il peso corporeo;
- attenuare l'ansia;
- controllare il dolore;
- regolare la frequenza cardiaca e respiratoria;
- contraffare i test antidoping.
Perché il doping è da condannare e da contrastare?
Doping vuol dire:
- enormi rischi per la propria salute, perché luso di sostanze dopanti è estremamente rischioso è può causare addirittura la morte.
- frode e slealtà sportiva nei confronti degli sportivi che non alterano le loro potenzialità, ma fanno affidamento, per ottenere risultati, solo sulla costanza e sacrificio personale.
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