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Tecniche di allenamento

Allenamento e forza

Gli effetti dell'allenamento di forza sul muscolo

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Fattori che portano allo sviluppo di maggior forza

I fattori che portano allo sviluppo di maggior forza riconoscono una componente nervosa ed una muscolare.
La componente nervosa include: una maggior attivazione motoria del sistema nervoso centrale, un maggio reclutamento neuro-muscolare, una maggior sincronizzazione della contrazione delle fibre muscolari, una rimozione di fattori inibitori. Quest'ultimo punto è particolarmente importante in quanto l'estrinsecazione della massima forza può comportare una sensazione soggettiva di dolore. Il miglioramento dei fattori di origine nervosa è relativamente rapido e si realizza nell'arco di un paio di settimane.

Molto più lenta è l'evoluzione dei fattori muscolari. Come è stato anticipato all'inizio, l'aumento di forza si realizza in conseguenza dell'aumento della massa muscolare.

Vediamo dunque quali meccanismi portano a questo effetto che rappresenta un adattamento biologico comune ad entrambi i sessi e presente a tutte le età.
L'adattamento funzionale è specifico per le fibre cosiddette rapide (o pallide), normalmente deputate (e quindi reclutate) quando è richiesto un esercizio di elevata potenza, a differenza delle cellule rosse (o lente) che sono coinvolte nell'allenamento aerobico. La sezione trasversale delle fibre muscolari rapide aumenta anche del 50% rispetto a soggetti sani non allenati, si parla di ipertrofia cioè di aumento di volume delle fibre muscolari. Questo effetto si realizza in quanto la stimolazione meccanica dell'allenamento induce nella cellula muscolare sintesi e quindi deposizione di nuova matrice contrattile, cioè delle macromolecole che realizzano il processo della contrazione muscolare. Oltre a ciò, si verifica nelle cellule muscolari un potenziamento del corredo enzimatico che controlla la via energetica detta anaerobica; questa via comporta la scissione di fosfati altamente energetici (creatinfosfato) e, se la durata dell'esercizio è superiore a pochi secondi, la produzione di acido lattico. Bisogna dire che la plasticità del muscolo nel rispondere allo stimolo meccanico dell'allenamento di forza è notevole e si mantiene avanti negli anni, anche se l'entità dei miglioramenti è minore (ad esempio dopo i 60 anni è circa del 13%). L'allenamento della forza è perciò possibile anche quando non si è più giovani con buoni risultati.
Un considerevole stimolo alla deposizione di matrice muscolare è legato all'azione dell'ormone sessuale maschile testosterone e degli steroidi anabolizzanti; tuttavia bisogna ricordare che l'assunzione di tali prodotti ha conseguenze devastanti per l'organismo.
Viene inibita la sintesi endogena di testosterone. Nei maschi, si verifica un aumento dell'ormone femminile estradiolo di circa sette volte rispetto al normale da cui può derivare ginecomastia (crescita del seno).
Una grave complicazione è rappresentata dalla perdita delle proprietà meccaniche ed elastiche del connettivo (tendini) con facilità di rottura. E' dimostrato un aumento della facilità alla formazione di trombi, un aumento del rischio di infarto e di complicazioni cardiovascolari. Si riscontra una riduzione della frazione dei lipidi plasmatici indicata come HDL (cosidetto colesterolo "buono") ed un aumento della frazione LDL (cosidetto colesterolo "cattivo"). Un altro effetto negativo legato all'uso degli steroidi è la depressione della risposta immunitaria.
Nel sesso femminile si ha una completa disorganizzazione del ciclo mestruale, un arresto dell'accrescimento corporeo, cambiamento della voce, crescita di peli, irsutismo, aumento della secrezione sebacea, acne, riduzione di volume delle mammelle.

Un quesito che viene spesso posto è se aumenta anche il numero delle cellule muscolari, processo indicato come "iperplasia". L'iperplasia è dimostrabile negli animali e si manifesta con una divisione longitudinale delle fibre muscolari esistenti o una vera e propria nascita di nuove cellule, mentre non si manifesta nell'uomo.

Si pone spesso anche il quesito se l'allenamento finisca per modificare la tipologia delle fibre muscolari. La risposta è che l'allenamento induce modificazioni funzionali transitorie che si cancellano una volta sospeso l'allenamento. Più in generale, la sospensione dell'allenamento di forza porta ad una relativamente rapida scomparsa degli adattamenti funzionali indotti dall'allenamento stesso. Ad esempio, dopo due settimane, la forza massima può ridursi del 15%. Importante è rimarcare il fatto che gli effetti dell'allenamento di forza coinvolgono esclusivamente il muscolo. Questa è in effetti una differenza sostanziale rispetto agli adattamenti funzionali indotti da un allenamento aerobico che invece coinvolge principalmente le fibre muscolari rosse (o lente). In quest'ultimo caso le modificazioni funzionali non coinvolgo solo i muscoli, ma anche molti altri apparati, cardiovascolare, respiratorio, ghiandole endocrine. Proprio per questo ampio spettro d'azione, gli effetti dell'allenamento aerobico sono molto più duraturi nel tempo e in effetti possono permanere per anni.
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