| Ma tu quanti anni hai? Non cè dubbio che questa è una delle domande più fastidiose per chi ha superato da un bel pezzo gli anta. Anche perché fatalmente incammina la conversazione sul tema dellinvecchiamento che tanti non vorrebbero affrontare, ora che il confine tra maturità e vecchiaia tende a spostarsi sempre più avanti.
A quale età si può dire che si è vecchi? Dopo i 75, sentenziano taluni geriatri. Ma va detto che il cervello comincia a invecchiare già dopo i 25 anni, perdendo centomila neuroni al giorno. Niente paura, perché alla nascita ce ne sono più di 80 miliardi e poi tale perdita è ampiamente compensata dalle maggiori ramificazioni tra i neuroni restanti.
Lunica facoltà che si perde con letà è legata allattenzione: un anziano impiega più tempo a concentrarsi su un problema ma poi lo risolve brillantemente come farebbe un giovane.
Insomma dal punto di vista delle capacità intellettive non cè alcuna differenza tra un trentenne e un sessantacinquenne. Ma con landar del tempo è innegabile che nellorganismo avvengano rilevanti cambiamenti.
Accade, nella media, che la memoria cominci a scemare dopo il mezzo secolo (evidentemente non nelle persone che la tengono ben allenata) e che ogni dieci anni la velocità dei segnali nervosi che vengono trasmessi lungo i neuroni cala del 2 per cento.
Passati i quaranta il cristallino degli occhi comincia ad indurirsi ed è più difficile leggere da vicino.
A settanta diminuisce anche la visione periferica e peggiora quella al buio. Se a trentanni la capacità media dei polmoni è di poco più di 5 litri daria, a settanta è la metà perché i muscoli dellapparato respiratorio si indeboliscono e i tessuti che ricoprono la gabbia toracica si irrigidiscono con la conseguenza che i polmoni si espandono di meno e i respiri sono meno profondi.
La pelle di una persona detà presenta poi molte pieghe: questo perché divenendo meno elastica si assottiglia e le cellule si moltiplicano in senso orizzontale.
E risaputo inoltre che se un bambino sente i suoni fino a 20mila hertz, un trentenne ha problemi a udire al di là dei 15mila hertz; a 50 anni la soglia scende a 12mila e a sessanta a 10mila. Le corde vocali però di un senior vibrano ad una frequenza più alta, tanto che dopo i 50 anni la voce si alza di 25 hertz. Diminuiscono poi con gli anni le cellule delle papille gustative.
Quanto ai reni filtrano, al di là dei settanta anni, la metà della quantità del sangue che depuravano a trenta. Tuttavia il filtraggio avviene alla stessa velocità. Sono questi allincirca i valori medi relativi allinvecchiamento che però nei casi singoli viene affrettato o ritardato da un insieme di fattori. Bisogna innanzitutto aver avuto antenati buoni. Importantissimo è poi il cosiddetto stile di vita (niente alimentazione scorretta, fumo e alcol. Contano molto anche i fenomeni esterni come infezioni virali, inquinamento, radiazioni che influenzano la riproduzione corretta del materiale genetico e favoriscono errori nella replicazione del DNA .
Ma linvecchiamento ha un limite? Il limite biologico accertato è rappresentato dai 120 anni detà. Comunque non è importante aggiungere anni alla vita ma vita agli anni il che implica poter procedere più a lungo possibile al riparo dalle malattie. Secondo un gruppo di ricercatori italiani potrebbe essere una molecola gassosa gia' conosciuta per le attivita' vasodilatatrici (ossia l'ossido di azoto, siglato NO), quella che potrebbe assicurarci una sana longevità.
NO e' un mediatore chimico dei noti effetti 'allunga-vita' della cosiddetta restrizione calorica, cioè il mantenimento dell'organismo con una dieta a basso contenuto di calorie. Secondo gli studiosi la restrizione calorica fa campare di più e meglio.
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