| Le arti marziali hanno unorigine antica: appartengono ai guerrieri orientali e nascono per la necessità di difendersi. Sono definite arti perché uniscono capacità fisiche e mentali contemporaneamente, e per questo motivo lapprendimento della tecnica non è mai fine a se stesso: il percorso di formazione, oltre ad irrobustire il corpo, prevede momenti di meditazione spirituale che possa portare ad un pieno controllo delle proprie emozioni.
Queste arti furono trasmesse per intere generazioni solo oralmente, perché furono messe al bando dalla politica del tempo. Per occultare questi insegnamenti i maestri crearono delle vere e proprie danze che nei loro movimenti armoniosi nascondevano autentici trattati sulle arti marziali.
Ogni stile di combattimento è il frutto dellarea geografica ove culturalmente si è sviluppato: dalla Cina conosciamo il Kung Fu (nei vari stili Shaolin, Wing Chun, Choy Li Fut), il Wu Shu, il Tai Chi Chuan e il Chi Gung (qigong); provenienti dallisola di Okinawa il Karate (stili Shorin-ryu e Goju-ryu) e il Kobudo; la Corea ci ha dato il Tae Kwon Do, il Tang Soo Do e lHwarang Do; dal Giappone troviamo il Judo, il Jujitsu, lAikido, il Karate (stili Shotokan, Wado-ryu e Shito-ryu), il Ninjitsu e il Kendo; la Tailandia ha prodotto il Mui Thai, mentre le Filippine hanno codificato lEscrima, lArnis e il Kali.
Sembra paradossale ma queste arti di combattimento portano al raggiungimento della pace interiore. In realtà questo si giustifica perché laggressività repressa che è dentro di noi viene sfogata attraverso il combattimento e aiutato dal controllo della mente per raggiungere lautocontrollo.
Prima di entrare nel dettaglio delle varie discipline presentiamo una rapida classificazione.
Iniziamo con la divisione in due macrogruppi:
1. Stile marziale interno; dove linsegnamento spirituale è predominante allinsegnamento tecnico. È basato sullo sviluppo del Ki, centro energetico situato sotto lombelico, dove si pensa si concentri lenergia del corpo.
Tra le arti marziali di questo tipo troviamo: Pakwa, Tai Chi e Hsing I.
2. Stile marziale esterno; basato sullo sviluppo della forza fisica e della potenza.
Tra le arti marziali più note di questa categoria troviamo: Kung fu e Wu Shu.
Unaltra classificazione, può essere quella che divide larte marziale in:
1. Armata; tra cui Wu-shu Kung fu, Kobudo ed Aikido.
2. Disarmata; tra cui Judo, Jujitsu e Karate
Unaltra classificazione viene fatta a partire dalle armi: quelle tradizionali, quelle del kobudo e quella del wu shu.
1. Armi tradizionali, quelle dei samurai, comprendono: Katana (sciabole), Naginata (tipo di alabarda con lama corta), Kyu (arco), Yari (lancia), Ho (bastone lungo), Jo (bastone corto).
2. Armi del Kobudo, rappresentano gli attrezzi del mondo contadino; tra cui: Ho (bastone lungo, con cui i contadini trasportavano i secchi dacqua), Nunchaku (formato da due corti bastoni, uniti da una corda), Tonfa (due bastoni di 30 cm con allestremità un piolo per limpugnatura, questo era usato per piantare le patate), Kama (piccoli falcetti utilizzati in coppia), Kai (remo), Sai (spiedo).
3. Armi del wu shu sono: Chien (spada dritta a due tagli), Dao (sciabola simile al machete), Chiang (lancia), Kwan dao (alabarda), kwun (bastone).
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