| Fondato negli anni 30, ma connotato dal nome attuale a partire dal 1946, la disciplina russa del Sambo è la fusione di varie tecniche cinesi e giapponesi, ma anche di arti marziali di certe nazioni da cui provenivano alcuni appartenenti allURSS, ad esempio, Georgiani, Armeni e Mongoli.
La sua denominazione deriva dalla contrazione delle parole russe "Samozaschita Bez Orujia" che significano "combattimento senza armi", per indicare che è una forma di lotta a mani nude.
Oggi il SAMBO è diviso in tre parti:
a - la parte sportiva (eseguita per gara, manifestazioni, ecc.)
b - quella che serve allautodifesa personale da parte del grande pubblico
c - quelle relativa a speciali missioni, alluso professionale come arte marziale vera e propria.
La parte sportiva assomiglia in fondo allo Judo, anche se con aspetti tecnici diversi (il Sambo ammette ad esempio di bloccare lavversario per le gambe, cosa non ammessa nel Judo).
La parte di autodifesa è studiata sia per evitare i colpi dellavversario, che per bloccarlo, che per evitare le armi che lavversario potrebbe avere tra le mani.
La terza parte (quella che sarebbe più interessante per il professionista della difesa e della sorveglianza) oggi in Russia dovrebbe essere insegnata solo ad agenti di polizia, allesercito o alle forze speciali. E una tecnica molto dura e molto difficile, che punta al tutto per tutto. Lautore dice: "sopravvivi ai tentativi di uccisione, e se sopravvivi colpisci duro in modo da vincere o uccidere a tua volta".
Naturalmente le tecniche più pericolose e micidiali non sono usate durante le gare sportive.
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