| Per mantenersi in forma durante i periodi di inattività subacquea è importante organizzare un allenamento specifico e mirato alle nostre esigenze. Allenarsi significa determinare un adattamento dell'organismo ad un certo stress conseguente all'esercizio in modo da tollerarlo più facilmente con il susseguirsi delle ripetizioni.
Per migliorare l'adattamento organico è necessario migliorare:
- le doti aerobiche
- le doti anaerobiche
- la forza muscolare
- la mobilità articolare.
Le doti aerobiche e anaerobiche dipendono dalle qualità innate in ciascuno di noi, ma possono essere sensibilmente migliorate con l'allenamento specifico; mentre la forza e la mobilità articolare dipendono dal sesso, dall'età e dai muscoli considerati.
Va da sé che il livello di esercizi dovrà essere periodicamente variato al fine di poter ottenere un adattamento massimale dell'organismo. Si dovrà sempre preferire di iniziare qualsiasi seduta con un condizionamento generale lavorando soprattutto sull'apparato cardiocircolatorio respiratorio e sul trasporto dell'ossigeno impegnando la maggior parte possibile dei grandi muscoli. Ed è per questo motivo che l'uso delle gambe diventa determinante in quanto più idonee a tale scopo.
1. Condizionamento
Le sedute di allenamento fisico che interessa ai subacquei deve iniziare con un periodo di adattamento progressivo di muscoli, tendini e tessuto connettivo allo stress da sovraccarichi.
Il preriscaldamento: il muscolo a riposo sviluppa calore che è indice del suo metabolismo basale, cioè di quei processi chimici necessari per mantenere la vita delle cellule. Mantenendo elevato questo calore si riuscirà ad migliorare tutte le condizioni di elasticità e di contrazione dei nostri muscoli. Infatti si è potuto notare come un semplice abbassamento di temperatura possa diminuire la tensione isometrica e la velocità di contrazione.
NB: mai fare eseguire degli esercizi in apnea al termine del condizionamento in quanto l'aumento delle resistenze a livello toracico impedisce il normale funzionamento del cuore che lavorando con quantità ridotte di sangue è possibile che incorra in una sincope per ridotto afflusso cerebrale (situazione assai conosciuta dai subacquei apneisti). Quindi, anche fuori dall'acqua, ricordarsi sempre di respirare.
Finalizzando lo sport del potenziamento muscolare all'attività subacquea non credo di dover escludere porzioni muscolari, anzi tutto il nostro corpo è reclutato a sorreggerci durante le immersioni. Quindi, conservando nella nostra memoria alcune regole fondamentali, potremmo non solo migliorare noi stessi ma promuovere un fitness mirato a tutti coloro che iniziano a immergersi, migliorando la potenza aerobica (il massimo consumo di ossigeno dell'allievo), la capacità anaerobica (lo svolgimento di uno sforzo muscolare il più a lungo possibile) e la potenza Anaerobica (uno sforzo muscolare non superiore ai 5-8 secondi, quest'ultima possibilità assai rara ai sub).
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