Il calcio era conosciuto fin dai tempi greci come episkyros - giocato con i piedi - o pheninda, giocato utilizzando anche le mani.
Nel mondo romano prese il nome di harpastum, o anche detto in volgare il piede-palla.
Da testimonianze più antiche si deduce che il calcio era praticato anche in Cina, dove era chiamato con lappellativo di tsu ciu, (calcio palla).
Anche in Italia non si contano gli infiniti vecchi giochi che avevano una palla come oggetto.
Un antenato del calcio attuale è sicuramente il "Calcio fiorentino" (florentinum harpastum) che fin dalla metà del quindicesimo secolo poteva vantare delle regole di gioco ben precise: ogni squadra era composta da ben 27 giocatori secondo uno schema prestabilito (15 giocatori in prima fila, 3 in seconda, 4 in terza e 3 in retroguardia). Questo sport, che venne giocato in Italia sino al 1750, era caratterizzato da un'estrema violenza.
Abbiamo comunque molte testimonianze (la maggior parte delle quali fondate sugli editti che ne proibirono lo volgimento per eccesiva violenza) che giochi simili si praticavano anche a Bologna, Padova, Urbino, Mantova e Venezia.
Con una fisionomia simile all'attuale, il calcio cominciò ad essere praticato in Inghilterra verso il 1700, soprattutto in alcune scuole in cui ben presto si accese la disputa per alcune regole, cioè quelle che dovevano decidere se giocare solo con i piedi o utilizzare anche le mani.
Lo scontro portò a due correnti: quella dell'Università di Rugby impose il suo regolamento "mani e piedi" e il contatto anche violento con l'uomo, mentre le altre, più portate all'eleganza che non allirruenza, per distinguerlo nettamente lo chiamarono "piede-palla", cioè "foot-ball". Per l'obiettivo del gioco, cioè la "rete," la prima scelse come nome "meta", termine greco, la seconda "goal", termine inglese che indica la stessa cosa (meta, obiettivo).
Nelle maggiori Università inglesi ebbe molta più fortuna il secondo regolamento. A Cambridge nel 1846 nacque la prima squadra di vero calcio moderno, il Cambridge Club Football. Quella di Harrow la imitò; sorta nel 1855 il suo regolamento fu di un "rigore" bizzarro: per evitare che qualcuno toccasse la palla con le mani, fu imposto ai giocatori di indossare guanti bianchi.
Nel 1857 nacque l'Hallam Club Football, nel 1859 il Forest Club Football, nel 1862 a Nottingham il Nott County Football. All'inizio del 1863 si contavano 11 squadre. Un giorno (il 26 settembre) gli undici rappresentanti si riunirono alla Taverna Massonica del quartiere londinese di Lincoln.
Il 26 ottobre 1863, a Londra, i club esistenti diedero vita alla Football Association. Seguirono altre riunioni "tecniche" per stendere un regolamento. Ma qui iniziarono le accese discussioni su vari punti discordanti; finché il successivo 9 dicembre ci fu una scissione fra chi voleva il rugby e chi il calcio.
Questa seconda fazione, che è ora quella di nostro interesse, giunse alla definizione del regolamento che è poi rimasto pressoché immutato nei suoi punti cardine: misura del campo (max 120x90), misura della palla (71 cm di circonferenza), numero dei giocatori (11), tempo di gioco (90 minuti diviso in due tempi), i falli, le punizioni. Rimaneva l'annoso problema dell'uso delle mani. La soluzione fu quella di punire "rigorosamente " questo tipo di fallo, e nello stesso tempo fu deciso (un compromesso tra i due giochi) l'uomo che poteva utilizzare piedi e mani per parare la palla: il portiere, ma solo nella sua area (detta appunto poi di rigore).
Il Calcio - che nel Regno Unito è detto football e in altri paesi anglofoni soccer, contrazione e deformazione del termine "association" - conobbe subito grande popolarità e diffusione, dapprima in Europa, e ben presto anche in Italia: nel 1893, infatti, a Genova venne fondata la prima società italiana, dal nome anglofilo Genova Cricket And Atletic Club. Solo tre anni dopo viene fondata a Torino la Federazione Italiana Football, che prenderà nel 1909 il nome di FEDERAZIONE ITALIANA GIOCO CALCIO (FIGC) e nel 1898 ha inizio il campionato di calcio italiano.
Il gioco nel frattempo era divenuto molto popolare anche in Sudamerica, infatti, nel 1893 era già nata la federazione Argentina, nel 1895 quella Cilena, poi subito dopo la Uruguaiana.
Nella Olimpiade del 1908 che ebbe luogo a Londra, il calcio fu inserito nelle discipline olimpiche. S'imposero naturalmente gli inglesi, i "maestri" del calcio, che ripeterono il successo nel 1912 e fino al 1920. Nel frattempo la scuola calcistica sudamericana aveva fatto grandi progressi. Balzò in primo piano nel 1924 l'Uruguay, che ripeté il trionfo nel 1928, anno in cui l'Italia di Mussolini si classificò al terzo posto. Nel 1930, alle Olimpiadi si affiancarono i Campionati del Mondo. Nella prima edizione confermò il predominio l'Uruguay vincendo sull'Argentina, un'altra emergente nel calcio d'oltreoceano, confermando così il predominio e l'"alta scuola" sudamericana.
Non rimase indietro la "scuola italiana", quella guidata da Pozzo; nel giro di quattro anni s'impose, vincendo la Coppa del Mondo 1934, poi quella del 1938 e i Giochi Olimpici del 1936, regalando a Mussolini un grande successo d'immagine. |