| La maggior parte degli effetti indesiderati da farmaci é però prevedibile e studi recenti condotti secondo tecniche di analisi dei sistemi suggeriscono come la causa più frequentemente associata a tali effetti sia riconducibile alla insufficiente divulgazione a medici e personale infermieristico delle conoscenze sui farmaci.
Sostanzialmente, gli effetti indesiderati di farmaci possono essere classificati in due categorie. I più frequenti sono quelli che derivano da un effetto farmacologico eccessivo ma prevedibile; gli altri originano da effettui tossici non direttamente correlati agli effetti farmacologici attesi. Questi ultimi sono perciò spesso imprevedibili, gravi e dovuti a meccanismi non sempre noti. Alcuni di questi meccanismi si basano su azioni citotossiche dirette, scatenamento di reazioni immunitarie abnormi o alterazioni di processi metabolici in soggetti con difetti enzimatici geneticamente determinati. Lapprofondimento delle conoscenze sulle differenze interindividuali nellespressione degli enzimi deputati alla biotrasformazione dei farmaci ha contribuito alla comprensione dei meccanismi responsabili di effetti indesiderati, in passato descritti come idiosincrasie. Questi effetti indesiderati sono spesso prevedibili, conoscendo a priori i fattori che possono modificare lazione dei farmaci.
Val la pena ricordare, comunque, che nessun farmaco è completamente privo di effetti indesiderati. I recenti progressi della regolamentazione in campo farmaceutico permettono al medico di prescrivere farmaci essendo abbastanza sicuro della loro purezza, biodisponibilità ed efficacia. Non per questo il medico può scaricare la propria responsabilità al riguardo: è suo dovere rapportare costantemente la tossicità potenziale con i possibili benefici.
Inoltre, a causa del numero relativamente esiguo di pazienti trattati negli studi condotti prima che un farmaco venga immesso sul mercato, non possono essere identificate le reazioni indesiderate rare; di conseguenza, la responsabilità di individuarle è principalmente del clinico, che deve riferire queste reazioni indesiderate degli organismi nazionali deputati alla registrazione degli effetti indesiderati, come ad esempio la Food and Drug Administration negli Stati Uniti e il Committente on Safety of Medicines in Inghilterra. La pubblicazione di un effetto indesiderato appena individuato può stimolare, in breve tempo, la segnalazione di reazioni che in precedenza non venivano riconosciute.
La prevenzione delle reazioni indesiderate da farmaci deve innanzitutto basarsi su un fondato sospetto che la comparsa di un nuovo sintomo o segno possa essere attribuita a un farmaco. La riduzione della dose o la sospensione dellagente sospettato dovrebbero fornire indicazioni chiare nel caso di reazioni tossiche dipendenti dalla concentrazione. I medici devono conoscere bene gli effetti indesiderati più frequenti dei farmaci che utilizzano e, se hanno dei dubbi, dovrebbero consultare manuali specifici.
Per finire, vale la pena rimarcare come, nella prescrizione di una terapia a un paziente anziano, il medico debba tenere in considerazione la possibilità che lescrezione di un farmaco, sia che essa avvenga per metabolismo epatico o per via renale, risulti diminuita. Nellanziano gli effetti indesiderati possono manifestasi in maniera subdola e il medico deve considerare, come del resto nel caso di tutti gli altri pazienti, leventualità che i sintomi avvertiti dal paziente riflettano in realtà un effetto indesiderato della terapia.
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