| 3 milioni di persone in Italia (ovvero il 5% della popolazione) sono colpite direttamente da anoressia, bulimia e disordini alimentari; 7,5 milioni sono quindi le persone coinvolte a livello familiare con tali patologie.
L'identikit del malato di disturbi alimentari mostra un profilo soprattutto femminile: 96,8% sono donne contro un 3,2% di uomini. Se ne può soffrire da un'età di soli 11 anni fino in genere a 59, ma la fascia di età più colpita è quella dai 14 ai 35 anni, e la media del campione e' di 26,2 anni.
Contrariamente a quanto si potrebbe credere, è la bulimia, e non l'anoressia, il disturbo alimentare piu' frequente: soffrono di bulimia oltre due persone con disturbi alimentari su tre (68,6%), contro un 22,1% che soffre di anoressia.
I dati clinici mettono in luce due sottogruppi di bulimia nervosa: la bulimia PT, cosiddetta con condotte di eliminazione che colpisce il 43,3% dei bulimici, e la bulimia NP, senza condotte di eliminazione che riguarda invece il 20,3% di questi casi.
Sono invece il 13,9% i casi di anoressia di tipo restrittivo e 8,2% i casi che mostrano comportamenti compulsivi di abbuffate e condotte di eliminazione. Si e' rilevato anche che il 9% del campione soffre di disturbi alimentari non altrimenti specificati e il 2,9% è infine soprattutto obeso.
Tra i sintomi più frequenti e in aumento ci sono depressione, attacchi di panico e abuso di sostanze, dall'alcool agli stupefacenti. Ma aumentano anche ipocondria, episodi paranoici, insonnia, disturbi dell'identità sessuale.
Tra le cause scatenanti si riscontrano lutti, perdite affettive e mancanza di uno dei genitori, ma anche abusi e maltrattamenti.
Diminuiscono tuttavia i disturbi puri e si osservano invece casi variegati e complessi con sintomi diversi. In generale poi i quadri clinici si sono aggravati.
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