| I disturbi alimentari sono vere e proprie malattie fisiche e psicologiche caratterizzate da un errato approccio al rapporto con il proprio corpo e con il cibo, e che si servono del corpo - che viene colpito duramente nelle sue funzioni elementari - per esprimere una sofferenza profonda.
Nel mondo di oggi essere magri e avere un corpo sempre in forma sembra unesigenza primaria, praticamente irrinunciabile. La televisione, i giornali, la moda ci propongono continuamente e solamente immagini di persone belle, senza difetti fisici, magre, associando spesso la bellezza puramente estetica al successo, spingendo quindi la maggior parte delle donne (soprattutto quelle più giovani), a voler raggiungere a tutti i costi quelle forme fisiche, quei modelli, diventando disposte a fare quasi di tutto.
E così che possono iniziare lanoressia o la bulimia: con un disordine alimentare, un periodo ad esempio di dieta eccessiva o fatta da sé in modo errato, una fobia per un certo tipo di alimenti, più spesso i dolci, ritenuti pericolosi perché fanno male e fanno ingrassare, quindi assolutamente da evitare.
Se questi comportamenti sbagliati nei confronti dellalimentazione continuano, possono trasformarsi in unautentica malattia in cui il cibo, la sua assenza o il suo bisogno spasmodico, diventa il centro di ogni pensiero e lunica cosa che conta nella vita, facendo andare lentamente in secondo piano ogni altra attività quotidiana, portando sempre di più allisolamento.
Naturalmente questa catena può essere spezzata: con un po di sforzi della persona malata e di chi gli vive intorno, si può ripristinare una vita serena e normale in cui lalimentazione non è più unossessione e occupa il giusto posto nella scala della vita.
Come curarli
Si è ormai concordi nellidentificare nel trattamento multidisciplinare e multidimensionale il miglior approccio di cura per chi soffre di un DCA. A questo scopo, la collaborazione tra medici psichiatri, medici internisti e psicoterapeuti risulta fondamentale.
Ogni trattamento va confezionato su misura, deve essere cioè personalizzato e adattato sul singolo paziente; vanno considerate le caratteristiche cliniche (tipologia e gravità dei sintomi) e la storia di malattia, così come pure la storia del paziente, la storia familiare e il contesto sociale; è importante tenere conto delle aspettative dei pazienti, delle loro richieste e dei loro bisogni, non sempre da loro riconosciuti.
Il trattamento può essere svolto in regime ospedaliero o ambulatoriale.
Il trattamento in regime di ricovero è necessario e consigliato qualora sussistano le seguenti condizioni:
grave o rapida perdita di peso
presenza di complicanze internistiche
elevata frequenza di crisi bulimiche ed abuso importante di metodi purgativi
multiimpulsività, pesanti comportamenti autolesivi ed elevato rischio suicidario
elevata comorbilità psichiatrica
conflittualità insostenibile in famiglia
mancata risposta al trattamento ambulatoriale
lunga durata di malattia e precedenti trattamenti ambulatoriali falliti.
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