| Stime dell'Organizzazione Mondiale della Sanità indicano che circa un terzo della popolazione mondiale pratica l'abitudine al fumo.
Nel nostro Paese, sulla base di un'indagine ISTAT sullo Stato di Salute della Popolazione nel 1996, si evince che: il 24,2% degli italiani di età superiore ai 15 anni si dichiara fumatore (32,6% uomini, 16,3% donne); il 14,2% si dichiara ex fumatore (22,6% uomini, 6,6% donne); il 61,6% si dichiara non fumatore (45,1% uomini, 77,1% donne).
Le più alte proporzioni di fumatori in entrambi i sessi sono tra i 35-45 anni; si osserva una complessiva riduzione di prevalenza tra i fumatori uomini (54,2% del 1980 contro 32,6% del 1994), mentre il trend è in salita tra le donne.
Il fumo di tabacco è la più importante causa di morte prematura e prevenibile in Italia e rappresenta uno dei più gravi problemi di sanità pubblica a livello mondiale; ecco perché la prevenzione dei gravi danni alla salute derivanti dalla esposizione attiva e passiva al fumo di tabacco costituisce obiettivo prioritario della politica sanitaria del nostro Paese e dell'U.E.
I dati sono estrapolati dallo studio: Analisi dell'impatto economico e sociale delle patologie fumo correlate in Italia condotto dal Centro di Ricerche Oncologiche Giovanni XXIII di Roma.
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