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Chiropratica
Riequilibrare il sistema muscolo-scheletrico
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L'Organizzazione Mondiale della Sanità ha definito la salute come stato di "benessere fisico e psichico" dell'individuo. Questa definizione ben si adatta alle finalità della chiropratica che presuppongono, per l'ottenimento ed il mantenimento di questo stato di benessere generale, la presenza di un equilibrio armonico tra le componenti fondamentali dell'individuo e cioè: il fattore strutturale, il fattore chimico ed il fattore mentale. Per questo motivo, la chiropratica gioca un ruolo peculiare nella cura della salute, avvalendosi, da un lato, della conoscenza scientifica in continua evoluzione e, dall'altro, rifacendosi ai concetti antichi di vitalità, energia vitale, armonia e guarigione naturale.
La chiropratica, oltre ad essere una filosofia e un'arte, è quindi soprattutto una scienza clinica che si occupa dell'analisi e del trattamento degli squilibri del sistema strutturale (muscolo scheletrico), biochimico, mentale ed energetico dell'organismo. Il dottore in chiropratica cerca di individuare e correggere gli squilibri - soprattutto a livello del sistema strutturale - mediante correzioni manuali specifiche e senza dover ricorrere all'utilizzo di farmaci o medicamenti, stimolando le capacità naturali di guarigione dell'organismo. La chiropratica ci insegna che il modo migliore per mantenere il nostro stato di salute consiste nel rimuovere, tutte le volte che ciò è possibile, quei fattori che interferiscono con le normali funzioni dell'organismo e che condizionano, ad esempio, l'insorgenza di uno stato di stress strutturale. Questi fattori includono, tra gli altri: l'inquinamento ambientale, alcuni tipi di farmaci, certi agenti chimici, i cibi non naturali, l'ansia, gli stati di tensione e di stress emotivo.
Chiropratica: "trattamento con le mani"
La chiropratica concentra la propria attenzione sulle relazioni tra struttura (principalmente la colonna vertebrale) e funzione (coordinata dal sistema nervoso) e sul modo in cui tale equilibrio influenza il recupero e il mantenimento della salute. Da ciò si deduce che un difetto biomeccanico del complesso vertebrale può compromettere lequilibrio neuro-fisiologico dellorganismo e, quindi, può essere la causa di un infinito numero di problemi.
A sostegno della chiropratica e a dimostrazione della sua sicurezza ed efficacia per il trattamento delle cause funzionali, legate anche allo stile di vita e lambiente in cui viviamo, si trova ormai una notevole documentazione scientifica.
Quando ricorrere alla chiropratica
La chiropratica è indicata per torcicollo, disturbi del complesso collo-spalla-braccio, dolori di schiena, lombalgie, sciatica, dolori alle articolazioni sacroiliache, alcuni tipi di cefalea ecc. Può invece essere controindicata in ernie del disco di una certa gravità. Infatti, essendo un fatto tipicamente meccanico, non può sostituire la terapia chirurgica; in altri termini è controindicata in quei casi in cui la situazione è irreversibile, almeno meccanicamente parlando.
Poiché teoricamente basta una minima alterazione delle strutture delle vertebre e/o un loro minimo spostamento per creare una compressione o uno stiramento diretto o indiretto del midollo spinale, dei nervi e/o delle formazioni vascolari che passano tra le vertebre, molti dolori indefiniti o le cui cause sono sconosciute potrebbero essere curati con la chiropratica. Occorre però un atteggiamento scientificamente corretto e considerare la chiropratica come una delle possibili terapie e non la sola possibilità terapeutica. In realtà esistono molte altre subdole cause che possono giustificare dolori a prima vista inspiegabili: riportare ogni problema a un'alterazione dell'equilibrio della colonna vertebrale è un passo arbitrario che il serio chiropratico non deve fare. Infatti in chiropratica la diagnosi è fondamentale. Si esamina attentamente la colonna vertebrale e il bacino mediante esami radiografici, ortopedici e neurologici. In base ai riscontri il chiropratico deciderà se intervenire o meno.
Molto meno professionale è l'atteggiamento di chi vuole estendere procedure chiropratiche alla cura di patologie che non interessano direttamente l'apparato locomotore, sostenendo (ma non esistono prove scientifiche in merito) che comunque un'alterazione a livello della colonna vertebrale può creare problemi di svariata natura. Anche in questo caso il delirio di onnipotenza del terapeuta (che ha ottenuto buoni successi in un campo comunque ristretto) porta a un ingiustificato allargamento del suo orizzonte operativo. |
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