INTOLLERANZE ALIMENTARI
Le intolleranze sono le più insidiose, perché:
* I sintomi sono difficili da individuare, numerosissimi e molto diversi. Inoltre sono meno acuti, tendono a ripetersi nel tempo e sono difficilmente collegabili all'assunzione di un determinato alimento. Stiamo parlando, per esempio, di alcuni tra i disturbi più comuni come stanchezza, gonfiori, mal di testa, sfoghi sulla pelle, tosse, rinite, asma. È quindi praticamente impossibile arrivare ad una diagnosi di intolleranza dalla loro analisi.
* I disturbi compaiono dopo un certo periodo di tempo dal consumo dell'alimento responsabile. Accade, infatti, che l'organismo metta in atto una serie di meccanismi compensatori per cui riesce a tollerare una determinata sostanza fino a quando - superato un certo limite (che viene definito livello di soglia) - si arriva alla manifestazione del disturbo. Per semplificare, una persona intollerante ai pomodori può avere la reazione solo se ne mangia più di uno, magari uno a pranzo ed una a cena. Il giorno che ne mangia solo uno a pranzo non ha sintomi.
* Possono verificarsi anche solo in presenza di una combinazione simultanea di allergeni, esempio pomodoro e cavoli
* Spesso sono correlate a disordini del Peso Corporeo, sia in eccesso che in difetto.
La diffusione delle intolleranze è difficile da stimare, perché nella maggioranza dei casi non viene diagnosticata; il numero di casi accertati è di uno su 100/150 persone (1 - 1,5% della popolazione!) ed è in continuo aumento.
Le cause
Gli alimenti che possono più di frequente causare intolleranza sono: latte e latticini, lieviti, frumento, oli vegetali, olio di oliva, ecc.
Anche qui, come per lo stress, limputato principale è il modello di vita tipico della nostra società. Nelle società primitive, infatti, il problema è sconosciuto.
I lettori più attenti avranno già colto varie similitudini con lo stress, che come al solito è una delle cause scatenanti. Altre cause frequenti sono la disbiosi e la candida albicans, lalimentazione, gli agenti inquinanti e le sostanze chimiche, leccesso di antibiotici e le cure sintomatiche.
La diagnosi
Le intolleranze danno luogo a disturbi che creano situazioni di grande fastidio, anche se non sono patologie invalidanti. Ma, attenzione: oltre alle difficoltà che portano allo svolgimento dellesistenza, creano un terreno su cui si possono instaurare della patologie anche molto gravi, a cominciare dalle malattie autoimmuni. Perciò è molto importante individuarle. Esistono diversi modi di diagnosticarle:
- i test del sangue, anche se ci sono più usuali come concetto, hanno il grave limite di essere attendibili solo quando riconoscono una sostanza intollerante (test positivi). Per intenderci, se risulta unintolleranza alla caffeina il risultato è certo, ma ci possono essere altre intolleranze (ed in genere ci sono) in qualcuna delle sostanze date per buone. Linconveniente è comune a tutti i metodi di questa classe, per quanto siano sofisticati.
- La biorisonanza, di cui fa parte la bioelettronica, indaga sulle piccole variazioni dei potenziali dellorganismo al contatto con le sostanze cui è intollerante. Sono sicuri sia i risultati positivi che quelli negativi, ma non può essere fatto da chiunque. Funzionano solo se loperatore è veramente capace.
- il test Dria, una procedura indolore basata sulla risposta muscolare alla somministrazione di alimenti. Il test si effettua ponendo a contatto della mucosa sublinguale una sequenza di piccole dosi di alimenti. Il medico stimola il muscolo quadricipite femorale del paziente mentre un computer ne registra la forza. La diminuzione della forza muscolare in riflesso alla sostanza somministrata decreterà la presenza di una intolleranza alimentare. Questo test però è basato su procedure davvero poco scientifiche ed i risultati che se ne ricavano sono alquanto discutibili.
- lo standard di riferimento internazionale per la diagnosi di allergia alimentare è rappresentato dal test di provocazione in doppio cieco contro placebo, in cui l'alimento sospetto viene somministrato in quantità crescenti fino a raggiungere dosi simili a quelle ingerite con la dieta, in capsule opache o comunque in forma mascherata in modo da impedirne il riconoscimento sia al paziente sia al medico che esegue la prova.
La cura
La principale cura dopo una diagnosi di sensibilità agli alimenti che possono causare intolleranza consiste nell'evitarli. Occorre inoltre istruire il paziente sull'origine dei cibi sicuri o nocivi, sulla presenza di forme nascoste di alimenti dannosi nei cibi lavorati, sui negozi presso cui servirsi e sull'importanza di variare le ricette alimentari.
Alcune contromisure sono piuttosto facili da adottare, come indossare indumenti prodotti con fibre naturali, consumare alimenti freschi e coltivati in modo organico, evitare il più possibile di pranzare nei ristoranti, adottare dispositivi di depurazione dell'aria dell'acqua per uso domestico. Non per ultima analisi l'uso combinato di esercizio fisico, integratori alimentari e saune prolungate a basse temperature possono aiutarci ad eliminare tutte le sostanze xenobiotiche contenute nel tessuto adiposo.
Celiachia
Una particolare forma dintolleranza molto diffusa, soprattutto tra i giovani, è quella al glutine o, meglio, ad un gruppo di proteine in esso contenute: le gliadine.
Purtroppo il glutine, anche se è stato introdotto nella nostra dieta solo di recente (diecimila anni), è presente nei cereali quali il frumento, lavena, la segale, lorzo e nei loro derivati, quindi in molti piatti e prodotti della nostra cucina, ma non solo.
In alcuni casi soglia dintolleranza è molto bassa, e basta linalazione od il contatto epidermico con la farina per scatenare la reazione. Nei casi più gravi si può arrivare a shock anafilattici (crisi respiratoria, brusche cadute di pressione arteriosa, perdita di coscienza e persino morte).
La celiachia ha una causa genetica, ma viene attivato dalla dieta, in cui probabilmente ha un ruolo importante lintroduzione troppo anticipata del latte vaccino nello svezzamento.
Attenzione, anche la celiachia viene diagnosticata solo di rado e ci sono,tra laltro, forme leggere, mascherate ma comunque pericolose. |