| Uno esce di casa, magari solo per fare un giro, poi si trova davanti a una vetrina e, passo passo, dentro un negozio, senza nemmeno accorgersi del processo mentale che lha portato fin lì
Vi siete mai sentiti invischiati in questo meccanismo? Niente paura: non siete i soli! Naturalmente, la maggior parte di noi arde dal desiderio di possedere oggetti, forse perché levoluzione e listinto di conservazione ci hanno addestrati a mettere da parte carne affumicata, noci e bacche per essere in grado di affrontare i periodi di magra
La moderna sociologia urbana quella cioè che approfondisce i comportamenti delle persone inserite in contesti tipicamente occidentali come supermercati, centri commerciali ecc, e spiega come indirizzare, prevedere e sfruttare gli atteggiamenti più "normali" che ci sono in ciascuno di noi - è spesso considerata una non-scienza da chi si sente semplicemente libero nelle proprie scelte dacquisto.
Eppure unosservazione un po più dettagliata dei comportamenti nostri e della gente che conosciamo ci porterebbe facilmente a realizzare come in realtà le nostre scelte non siano poi così libere, ma invece siano abbastanza facilmente prevedibili e quindi, in qualche misura, condizionabili.
Lindustria, del resto, ha beneficiato e beneficia in modo molto massiccio di queste possibilità di condizionamento degli acquisti: innalzare il quoziente dacquisto di un cliente anche solo di un punto o due può costituire la linea di demarcazione tra fare miliardi e andare in rosso! Ecco perché ci sono legioni di esperti che studiano da vicino il comportamento della "specie cliente" e ne traggono indicazioni dettagliatissime su come indirizzare, prevedere e sfruttare gli atteggiamenti e le attitudini delle persone per fini commerciali.
Pochi di noi, entrando ad esempio in un grande supermercato, si rendono conto di come ogni cosa sia studiata (non sempre nel migliore dei modi) per "portare per mano" il compratore verso determinate scelte.
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